Brano per insieme di musicisti e ambiente in tempo reale, in feedback.
Abitare un luogo vuol dire prendersene cura, modificarlo, cambiargli forma nel tempo, inserendo e spostando oggetti al suo interno. E cosa è un oggetto, acusticamente? Un filtro. Abitare acusticamente è cambiargli timbro.
Il titolo unisce inter- (in mezzo, fra) e fantasia (immaginazione): il lavoro è l’intreccio delle immaginazioni delle parti coinvolte. In interfantasia l’elettronica è pensata come luogo da abitare. I musicisti e l’ambiente fisico in cui sono immersi lo modificano nel tempo, modellandolo.
I musicisti scelgono come suonare ascoltando il circostante: gli altri musicisti e l’ambiente. La relazione si articola in uno spettro che va dall’accordo all’opposizione. Il luogo è stato disegnato dal compositore: è lui a suonare con i musicisti, ascolta e modifica chi lo abita attraverso una rete di filtri.
Il compositore non decide cosa far accadere: predispone le condizioni perché qualcosa accada. Il lavoro non è fissato: varia con i musicisti coinvolti e con i diversi luoghi in cui viene suonato, e ogni volta riparte da dove si era interrotto. I musicisti non studiano un brano a memoria, studiano un modo di abitare quel luogo: ogni prova è già una sessione. Il concerto non è il punto d’arrivo, ma il momento in cui anche il pubblico ha accesso alla storia del luogo.
Concept
interfantasia è un tentativo di ridistribuzione della presenza creativa fra tutti gli elementi in gioco: compositore, musicisti e ambiente. La ricerca prova a resistere al soggettivismo dell’atto creativo, cercando una creatività che non sia concentrata in un solo individuo, il compositore o il musicista virtuoso.
Tutti i musicisti coinvolti sono invitati ad abitare insieme lo spazio in cui sono inseriti. Il sistema non va inteso con una logica di causa ed effetto diretto, un suono che provoca una replica, ma come uno spazio che si modella nel tempo in base a ciò che ascolta.
Il sistema si lascia abitare. Ma cosa vuol dire abitare musicalmente? Quando si abita un luogo lo si modifica: si aggiungono oggetti, si spostano elementi, e il luogo assume nel tempo la forma che le persone al suo interno gli danno. E cos’è un oggetto, acusticamente? Un filtro: un ostacolo che devia il flusso acustico, lo assorbe o lo riflette. Abitare, allora, è cambiare la risposta acustica di un luogo, la sua forma, il suo timbro.
In interfantasia questo abitare si manifesta in un sistema di filtri digitali i cui parametri sono modificati dai musicisti e dall’ambiente fisico in cui il sistema è immerso. Modificando continuamente la forma dei filtri, i musicisti variano la forma dello spazio acustico, creando uno spazio altro.
Il compositore non scrive cosa accade durante la sessione: predispone le condizioni perché qualcosa possa accadere. Stabilisce le soglie, le sensibilità, i modi in cui il sistema si lascia modificare. Una volta configurato, il sistema vive nel tempo della sessione: ciò che avviene al suo interno dipende solo dai musicisti e dall’ambiente. I musicisti, dal canto loro, non producono suoni prescritti ma agiscono in relazione: la partitura indica, parametro per parametro, se ciò che suonano debba essere concorde o opposto rispetto a ciò che ascoltano.
La partitura
La partitura di interfantasia non prescrive suoni, ma relazioni. È costruita come una griglia di tessere, ognuna delle quali contiene cinque parametri timbrici: registro, dinamica, durata, larghezza e inarmonicità. Per ciascun parametro l’indicazione non è un valore assoluto da produrre, ma una posizione su una scala da −10 a +10 che esprime il grado di concordanza o contraddizione rispetto a ciò che il musicista ascolta in quel momento, cioè il suono degli altri musicisti e del sistema. Un valore +10 significa massima adesione al circostante per quel parametro, un valore −10 massima opposizione, lo zero indifferenza. Il suono concreto non è quindi determinato dalla partitura, ma nasce dall’incontro fra l’indicazione relazionale e l’ascolto.

Accanto alle indicazioni relazionali, alcune tessere contengono icone assolute (un registro acuto, una dinamica pp, una larghezza stretta) che fissano direttamente un parametro, oppure movimenti graduali del tipo = → −10, in cui il musicista parte da una posizione di indifferenza e si sposta progressivamente verso l’opposizione durante la durata della tessera. Esistono inoltre tessere di sola pausa, momenti di ascolto puro, e tessere a navigazione condizionale, in cui la direzione di lettura nella griglia è determinata da una condizione di ascolto (per esempio: se prevale il registro grave, scendere).
Prima della sessione, ogni musicista traccia il proprio percorso indipendente attraverso la griglia: non c’è sincronizzazione fra le voci, e la stessa griglia può essere percorsa in modi diversi nelle diverse sessioni.
Ascolto
Materiali
Codice del sistema, partitura e diagrammi sono nel repository del brano; la ricerca è raccolta nella tesi del biennio. La lavorazione è documentata anche nella pagina del brano in bottega.
Crediti
interfantasia, di Francesco Ferracuti. Organico: clarinetto contrabbasso, Tempo (Timpani ElectroMagnetic Pulse Oscillation), sistema elettronico in tempo reale. Altoparlanti tetraedrici S.T.ONE di Giuseppe Silvi.