<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" ><generator uri="https://jekyllrb.com/" version="3.10.0">Jekyll</generator><link href="https://www.leaphz.net/giuseppe/atom.xml" rel="self" type="application/atom+xml" /><link href="https://www.leaphz.net/giuseppe/" rel="alternate" type="text/html" /><updated>2026-05-11T22:50:50+00:00</updated><id>https://www.leaphz.net/giuseppe/atom.xml</id><title type="html">Giuseppe</title><subtitle>ElettroAcustico Permanente</subtitle><author><name>Giuseppe Silvi</name><email>grammaton@me.com</email></author><entry><title type="html">ciclo del canto alla durata</title><link href="https://www.leaphz.net/giuseppe/diario/dream/cad-ciclo/" rel="alternate" type="text/html" title="ciclo del canto alla durata" /><published>2026-01-14T00:00:00+00:00</published><updated>2026-01-14T00:00:00+00:00</updated><id>https://www.leaphz.net/giuseppe/diario/dream/cad-ciclo</id><content type="html" xml:base="https://www.leaphz.net/giuseppe/diario/dream/cad-ciclo/"><![CDATA[<p>Che il <em>canto alla durata</em> non abbia una storia lineare, l’ho scritto e ripetuto
troppe volte. Tuttavia, con l’inizio del dottorato, ho definito la struttura
complessiva, il movimento interno tra le parti, i ruoli di singole componenti
nel tutto di quello che vuole essere un <em>ciclo</em> di eventi di un sistema complesso.</p>

<p>Il movimento è temporale, e poi spaziale, quindi in stati discreti.</p>

<p>In principio era il <em>Tempo</em>. Lo strumento che ha sbloccato ogni possibilità
tecnica, quindi musicale, quindi di possibilità e impossibilità, è il <em>Tempo</em>,
(anche se al suo principio era conosciuto con altri nomi, perché anche i nomi
richiedono un tempo). Ricordo il momento in cui, tra dicembre 2021 e gennaio 2022,
il desiderio di studiare la vibrazione acustica mediante induzione
elettromagnetica si è arrogato il diritto di diventare un’intuizione musicale
dal titolo <em>canto alla durata</em>. È stato poi il desiderio di una scrittura a
tessere fitte relazioni tra gli oggetti della prassi quotidiana e la proiezione
verso un “altro” da definire giorno dopo giorno.</p>

<p>Oggi il <em>ciclo</em> è definito come un percorso di avvicinamento al quartetto
(di strumenti aumentati e/o <em>hackerati</em>) <em>una radura</em>. Tutto ciò che appare
prima del manifestarsi di <em>una radura</em> è passaggio, percorso, tattica. In
principio era il <em>Tempo</em>, pensavo, quindi il primo passaggio, il primo percorso,
la prima tattica è studiare il <em>Tempo</em>: <strong><em>Sei Studi di Agamotto sul Tempo</em></strong>.</p>

<p>I <em>Sei Studi</em> sono divisi in due parti:</p>
<ul>
  <li><em>Sei Studi di Agamotto sul Tempo:</em>
    <ul>
      <li>Tre Studi Tecnici sul <em>Tempo</em>
        <ol>
          <li>Prima Posizione</li>
          <li>Seconda Posizione</li>
          <li>Terza Posizione</li>
        </ol>
      </li>
      <li>Tre Studi Espressivi sulla <em>Durata</em>
        <ol>
          <li>Quarta Posizione</li>
          <li>Quinta Posizione</li>
          <li>Sesta Posizione</li>
        </ol>
      </li>
    </ul>
  </li>
</ul>

<p>I primi <em>Tre Studi</em> sono indirizzati ad una conoscenza tecnica dello strumento,
 nella relazione gesto-vibrazione che diviene suono “strada facendo”.
 L’esplorazione dello strumento è progressiva, timbrica. È progressiva nella
 misura in cui si accede alle possibilità tecnologiche, un studio alla volta
 (es. <em>Prima Posizione</em> senza controllo dinamico a pedale, <em>Seconda Posizione</em>
 con controllo dinamico con un solo pedale per entrambi gli induttori,
 <em>Terza Posizione</em> con controllo dinamico separato). È timbrica, nella firma
 del gesto-timbro. La metafora qui funziona così: l’oggetto timbro è sempre lo
 stesso, dichiara l’autenticità della timbratura anche se fisicamente ogni
 timbrata è diversa dalla precedente e dalla successiva. Il timbro “firma”,
 “ferma”, sigilla un’autenticità che è data dalla sua generalità riconosciuta
 (il suo nome<sup id="fnref:1" role="doc-noteref"><a href="#fn:1" class="footnote" rel="footnote">1</a></sup>),
 dalla sua unicità. Ogni timbratura è anche un gesto. Ogni gesto è un timbro:
 diverso dal precedente e dal successivo pur rimanendo uguale a se stesso.</p>

<p>I successivi <em>Tre Studi</em> traghettano lo studio tecnico verso una musicalità 
 da scoprire, quindi inventare, sulla soglia del condivisibile. Utilizzo due
 macro aree di intervento musicale, imparate sui tavoli coperti di cibo dei
 pochi paesi ispanici che ho visitato: <em>para comprender</em> e <em>para compartir</em>.
 Il <em>para compartir</em> ha generato la visione del <em>para comprender</em>, non il
 contrario. Distinguo quindi una musica per “comprendere” (i <em>Sei Studi</em>) da 
 una musica per ascoltare, da condividere, come del semplice buon cibo. Quindi
 sulla soglia del condivisibile, dopo il percorso dei <em>Sei Studi</em>, c’è il
 <em>Primo Sole di Durante</em>, uno dei quattro <em>Soli</em> che rendono visibile la <em>radura</em>.
 Ogni strumento che compone il quartetto è, da solo, un <em>Sole</em>. I quattro <em>Soli</em>
 si combinano sull’orizzonte della radura, si alternano, si eclissano:</p>

<p><img src="https://www.leaphz.net/giuseppe/images/cad/ciclo-cad.png" alt="immagine ambiti" /></p>

<p>Il <em>Primo Sole</em> ha un suo nome: <em>Jorge Francisco Isidoro Luis</em>, per la storia
 <em>Jorge Luis</em>, il <em>Tempo</em>.</p>

<div class="footnotes" role="doc-endnotes">
  <ol>
    <li id="fn:1" role="doc-endnote">
      <p>es. di una genealogia del nome: il padre Adolph Joseph Sax; il nome del figlio, dello strumento: il saxofono; un nome di ordine superiore: sax soprano; e poi il nome di uno stato di quel sax soprano: John Coltrane; ma <em>quale Coltrane?</em> il nome di uno stato di questo stato: <strong>My Favorite Things</strong>; per arrivare agli ordini alti: <strong>My Favorite Things</strong>, il brano che dà il nome al disco, che però è il nome di un’esperienza “dal vivo” di circa un anno in cui si può scendere al minuto, al secondo, al momento. Nota bene, quello che qui può apparire un percorso lineare in realtà è un lampo (una spezzata in più punti) che attraversa la ciclicità della “lettura storica”: i nomi sono informati degli altri nomi, stati informati degli altri stati: il sassofono soprano dopo Coltrane è un altro sassofono soprano come Coltrane è un altro sassofonista dopo il suo incontro con il soprano (donatogli da Miles Davis. L’intuizione!). <a href="#fnref:1" class="reversefootnote" role="doc-backlink">&#8617;</a></p>
    </li>
  </ol>
</div>]]></content><author><name>Giuseppe Silvi</name><email>grammaton@me.com</email></author><category term="diario" /><category term="dream" /><category term="cad" /><category term="ciclo" /><summary type="html"><![CDATA[Che il canto alla durata non abbia una storia lineare, l’ho scritto e ripetuto troppe volte. Tuttavia, con l’inizio del dottorato, ho definito la struttura complessiva, il movimento interno tra le parti, i ruoli di singole componenti nel tutto di quello che vuole essere un ciclo di eventi di un sistema complesso.]]></summary></entry><entry><title type="html">pratiche di accordatura del Tempo</title><link href="https://www.leaphz.net/giuseppe/diario/dream/cad-tempo-tuning/" rel="alternate" type="text/html" title="pratiche di accordatura del Tempo" /><published>2026-01-13T00:00:00+00:00</published><updated>2026-01-14T09:38:48+00:00</updated><id>https://www.leaphz.net/giuseppe/diario/dream/cad-tempo-tuning</id><content type="html" xml:base="https://www.leaphz.net/giuseppe/diario/dream/cad-tempo-tuning/"><![CDATA[<p>La procedura di accordatura del <em>Tempo</em> è stata avviata nel 2022 durante le
prime fasi di catalogazione e stesura dei primi tre <em>Studi di Agamotto</em>.
L’accesso alla pratica di intonazione non è stato lineare, si è sviluppato
piuttosto in un intrecciato scambio di informazioni tra le fasi di catalogazione
(anche reiterata, della stessa posizione) e di messa a punto delle tattiche
di tensionamento della membrana. In questo ciclico lavorio è stata sistematizzata
agli inizi del 2024 prima della stesura del quarto <em>Studio</em>, nel quale le
altezze risultanti dall’azione induttiva sui magneti è, nell’arco dei <em>Sei Studi</em> 
per la prima volta oggetto di interesse.</p>

<p>La procedura attuale consiste in un allineamento della tensione della membrana
in prima posizione con \(Abbott(\alpha)_{P11}\):</p>
<ul>
  <li>Induttore <em>Abbott</em> su magnete \(\alpha\);</li>
  <li>pedale di tensione su $11$ - massima tensione;</li>
  <li><em>fine tuning</em> impostato a zero;</li>
</ul>

<p>al fine di ottenere un <strong>Re3</strong> (con diapason a \(442Hz\)).</p>

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  <iframe src="https://www.youtube.com/embed/PeWGxJHRGtc?si=cTTmhRjFpLqhi45c" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe>
</div>

<p>Sul riferimento del <strong>Re3</strong> in prima posizione, mediante l’uso del sistema di
<em>fine tuning</em> dello strumento, sono state organizzate le altezze delle altre
posizioni in modo da coprire un ampio ambito complessivo.</p>

<p><img src="https://www.leaphz.net/giuseppe/images/tempo/tabella-ambiti.png" alt="immagine ambiti" /></p>

<p>Il controllo dell’altezza di accordatura è effettuato utilizzando i quattro
microfoni integrati nella catena elettroacustica dello strumento. Al fine di
far assestare la tensione della membrana è consigliabile allentare completamente 
il pedale della tensione e poi tenderlo di nuovo, più volte durante la procedura.</p>

<p>Raggiunto il punto di tensione desiderato, faccio un ulteriore controllo sui
singoli tiranti, contando (con l’ausilio di un piccolo giravite piatto) le spire 
rimaste fuori per ogni bullone. Questo mi assicura una tensione omogenea lungo
il cerchio della membrana. Ovviamente, nel caso in cui si intervenga a compensare 
la tensione per allineare il numero delle spire, poi si effettua un ulteriore
controllo all’accordatore.</p>

<div class="responsive-embed responsive-embed-16by9">
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</div>

<p>Il passo successivo è quello di controllare la robustezza dei segnali audio in
transito. La gestione della polarità dei microfoni consente di far saltare
rapidamente il canto del feedback, scegliendo l’altezza più grave disponibile.</p>

<p>Un ulteriore controllo può essere fatto azionando e disattivando il filtro HP,
questo consente di eliminare eventuali segnali fuori banda utile.</p>

<p>In alcuni casi, per esempio durante le sessioni di preparazione dei materiali 
di LAZZARO, queste procedure hanno consentito la messa a punto locale su tensioni
particolari per l’ottenimento dell’energia di trazione necessaria all’interazione 
della membrana con battenti e oggetti percussivi “in rimbalzo”.</p>

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</div>

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</div>

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</div>]]></content><author><name>Giuseppe Silvi</name><email>grammaton@me.com</email></author><category term="diario" /><category term="dream" /><category term="cad" /><category term="tempo" /><category term="tuning" /><summary type="html"><![CDATA[La procedura di accordatura del Tempo è stata avviata nel 2022 durante le prime fasi di catalogazione e stesura dei primi tre Studi di Agamotto. L’accesso alla pratica di intonazione non è stato lineare, si è sviluppato piuttosto in un intrecciato scambio di informazioni tra le fasi di catalogazione (anche reiterata, della stessa posizione) e di messa a punto delle tattiche di tensionamento della membrana. In questo ciclico lavorio è stata sistematizzata agli inizi del 2024 prima della stesura del quarto Studio, nel quale le altezze risultanti dall’azione induttiva sui magneti è, nell’arco dei Sei Studi per la prima volta oggetto di interesse.]]></summary></entry><entry><title type="html">“hay que caminar” soñando</title><link href="https://www.leaphz.net/giuseppe/diario/dream/inizio-diario/" rel="alternate" type="text/html" title="“hay que caminar” soñando" /><published>2025-11-11T00:00:00+00:00</published><updated>2025-11-11T00:00:00+00:00</updated><id>https://www.leaphz.net/giuseppe/diario/dream/inizio-diario</id><content type="html" xml:base="https://www.leaphz.net/giuseppe/diario/dream/inizio-diario/"><![CDATA[<p>Ho svoltato «a sinistra». Decidere di fermare la mia attività di professore per
intraprendere il percorso dottorale non è stato immediato o, per essere completamente
onesti, è stata una mediazione con me stesso che mi ha dato da pensare, a lungo.</p>

<p>Quando operi una scelta di percorso, quindi una scelta spaziale, sai perfettamente
che prima, in un ordine delle cose più basso, più tecnico, ciò avviene per un
cambio temporale. Il suono ci insegna che senza tempo non c’è spazio, che questo
<em>è ambiente</em> in funzione del tempo. Quando operi un cambio di percorso agisci
sempre in relazione con l’altro, cambi sì, per l’altro. In realtà per sé stessi,
per me stesso, non ho cambiato nulla: ho desiderato un percorso dottorale fin
dalle prime ricerche personali da studente. <em>Sono nato ricercatore?</em> Non lo so…
non ho la minima idea di cosa questo possa significare.</p>

<p>Ho un desiderio. Desidero condividere l’esperienza del dottorato con gli studenti,
con gli amici che in questo cambio di percorso dovrò necessariamente, seppur temporaneamente, lasciare. La vivo come
una brusca interruzione e voglio inventare, quindi trovare, qualcosa che ci
tenga osservati, in un rapporto di vicinanza. Questo diario di ricerca vuole essere
uno strumento di contatto, un gioco d’educazione alla puntualità. Finalmente.</p>

<blockquote>
  <p>Il dottorato promuove una prospettiva di ricerca basata sulla pratica artistica della musica (Ricerca Artistica Musicale, “Artistic Research in Music”), dove competenze artistiche e tecnico-scientifiche convivono nella stessa persona (musicista) o gruppo di persone. Il percorso dottorale favorisce perciò un dialogo serrato e fertile fra diretta esperienza creativa della musica e ricerca nella musica, aprendosi inoltre alle arti sonore (sound art) e alle arti performative in genere. Mediante un indirizzo metodologico e critico di tipo transdisciplinare, viene promossa una visione trasversale a saperi diversi, afferenti alla concreta prassi musicale e alla ricerca tecno-scientifica, alla ricerca musicologica e all’ambito degli studi culturali delle comunicazioni sonore (sound studies, voice studies, ecc.) e delle pratiche performative in generale (performance studies). Tale trasversalità punta a far emergere innovative linee conoscitive e di prassi artistica, nonché a rinnovare strategie e pratiche di tutela del patrimonio culturale italiano e internazionale. <sup id="fnref:1" role="doc-noteref"><a href="#fn:1" class="footnote" rel="footnote">1</a></sup></p>
</blockquote>

<p>Non ho effettuato altre candidature oltre il <em>DREAM</em>. In passato ho dovuto misurare
le mie intenzioni - ridimensionandole a colpi di fallimenti - nel tentativo di
essere letto, ascoltato nella condivisione di ciò che per me è ricerca quotidiana.
Ho letto nel progetto <em>DREAM</em> la possibilità di poter essere letto, ascoltato,
e l’ho colta. Credo che il <em>DREAM</em> sia il luogo adatto ad ospitare la mia urgenza
di ricerca musicale.</p>

<p>Il progetto che ho consegnato si chiama <em>canto alla durata</em>. È un progetto che ha
le sue storie (2018, poi 2021…) e alcune di queste storie le racconterò man mano
che riemergeranno dal nuovo lavoro. È un processo che si articola fondamentalmente
su due movimenti: un movimento fisico legato alla prassi elettroacustica finalizzata
alla scrittura musicale; un movimento mentale, una postura, che induca a fare
teoria dell’esperienza musicale. Il primo dà il nome all’intero progetto,
<em>canto alla durata</em> e prevede l’azione incessante di hacking e costruzione
elettroacustica attorno agli strumenti tradizionali, inseguendo l’utopia di una
“prima scrittura” che non confonda gli obiettivi linguistici con quelli musicali
e che liberi un campo della scoperta, un dominio dell’invenzione (un trovare attraverso intuito-azione).
Il secondo, la postura, preme verso una teoria, vuole risolvere in una teoria,
in un quadro mentale che illumini, che avvolga il cerchio dell’ossessione. I due
sono legati da un’indagine sulla memoria, su ciò che in noi partecipa all’elaborazione complessa di un’esperienza musicale.</p>

<p>Insieme a questo diario, ho avviato una <a href="https://www.leaphz.net/giuseppe/ricerca/">pagina-raccoglitore</a> per condividere
materiali che assumono una loro autonomia formale. Piccole durate. ;)</p>

<p>Pur partendo da un chiaro obiettivo di vicinanza con gli amici di discussione,
ho la speranza che questo metodo di lavoro ordinato da un appuntamento diario
possa generare altre curiosità e discussioni inattese. Sono pronto! Cammino.</p>
<div class="footnotes" role="doc-endnotes">
  <ol>
    <li id="fn:1" role="doc-endnote">
      <p><a href="https://www.consaq.it/offerta-formativa/phd/175-selezione-dream-a-a-2025-2026-xli-ciclo-dottorale-a-a-2025-2026.html">link alla pagina <em>DREAM</em> sul sito del Conservatorio</a> <a href="#fnref:1" class="reversefootnote" role="doc-backlink">&#8617;</a></p>
    </li>
  </ol>
</div>]]></content><author><name>Giuseppe Silvi</name><email>grammaton@me.com</email></author><category term="diario" /><category term="dream" /><category term="cad" /><summary type="html"><![CDATA[Ho svoltato «a sinistra». Decidere di fermare la mia attività di professore per intraprendere il percorso dottorale non è stato immediato o, per essere completamente onesti, è stata una mediazione con me stesso che mi ha dato da pensare, a lungo.]]></summary></entry></feed>